martedì 6 novembre 2012

Quel "pericoloso liberista" di Lao Tzu

Il Tao Te Ching, ossia “Il classico della Via e del Potere (o Virtù)”, è uno dei testi fondamentali alla base della filosofia orientale. Datato attorno a 5 secoli prima di Cristo, è la raccolta di insegnamenti del maestro noto come Lao Tzu, ma i singoli capitoli, potrebbero provenire da diversi famosi saggi. I precetti morali che contiene si rivolgono al singolo individuo, ma si applicano anche alle comunità, seguendo i principi di fondo del Tao, ossia “La Via”.
Quando la visuale si sposta sul governo di uno stato, i principi esposti si conformano in maniera sorprendente a quelli del liberalismo, quando non del vero e proprio liberismo: in altre parole, dal fatto che lo stato non debba avere la presunzione di conoscere il bene del popolo e quindi di decidere per esso; al fatto che la legislazione e l’intervento dello stato va ridotto al minimo, perché ogni tentativo di condizionare i comportamenti dei cittadini, ottiene risultati opposti a quelli che ci si prefigge.
Due fondamenti di pensiero che vengono sempre più calpestati anche in nazioni storicamente liberali, come quelle anglosassoni, ma che in altre nazioni, tipo l’Italia, che hanno subito il fascino del pensiero giacobino, e di conseguenza si sono poi innamorate di tutte le ideologie meno liberali, fanno addirittura paura. E su queste paure si possono facilmente fare campagne populiste e demagogiche, o tecnico-moralistiche, per imporre scelte politiche che dietro una facciata solidarista, etica e collettivista, nascondono i più gretti interessi privati di chi si detiene, o vuole arrivare a detenere, il potere.
Come detto, gli esempi di questa filosofia liberale e liberista, su 81 capitoli, si trovano in ben 16 capitoli, alcuni più espliciti (quelli riportati qui), altri più sottili (che andrebbero contestualizzati, e ce ne occuperemo più specificamente in futuro)… Giudicate voi:

Cap.10 (estratto)
Sei capace di amare e governare il popolo
Senza imporre la tua volonta?

Cap.17 (completo)
I capi migliori sono coloro di cui il popolo
Conosce appena l’esistenza.
Segue il capo che è amato ed elogiato.
Poi quello che è temuto.
Il peggiore è colui che è disprezzato.
Se non si ha fiducia nel popolo,
esso diverrà inaffidabile.
I capi migliori soppesano le parole,
e le usano con parsimonia.
Quando il Maestro ha compiuto l’opera sua,
il popolo esclama:
“Sorprendente! Abbiamo fatto tutto da soli!”.

Cap.18 (estratto)
Quando lo stato cade nel caos,
i politici parlano di “patriottismo”.

Cap. 23 (estratto)
Se non si ha fiducia nel popolo,
il popolo diverrà inaffidabile.

Cap. 30 (estratto)
Chi governa seguendo il Tao
Non usa le armi per imporre la sua volontà.
L’uso della forza causa sempre reazioni imprevedibili.

Cap. 48 (estratto)
Il dominio del mondo si ottiene
Lasciando che le cose seguano il loro corso naturale.
Non si può dominare il mondo modificando
Il corso naturale.

Cap. 57 (completo)
Si governi lo stato con integrità:
le armi da guerra possono essere usate con grande astuzia,
ma la lealtà la si conquista solo con la non-azione.
Come faccio a sapere che le cose stanno così?
Da questo.

Più proibizioni vi sono,
più il popolo sarà povero.
Più armi si possiedono,
più grande sarà il disordine nello stato.
Più sapere si acquisisce,
più cose strane appariranno nel mondo.
Più leggi si promulgano,
più numerosi saranno i delinquenti.

Perciò il Maestro dice:
Io non faccio nulla,
e il popolo diventa buono spontaneamente.
Io ricerco la pace,
e il popolo si prende cura dei propri problemi.
Io non m’intrometto nella vita del popolo,
e il popolo diventa prospero.
Io rinuncio a tutti i miei desideri,
e il popolo ritorna allo stato di legno grezzo.

Cap. 58 (estratto)
Se il governo non è invadente,
il popolo diventa virtuoso.
Se il governo è tirannico,
il popolo diventa sleale.

Cap. 60 (estratto)
Governare un grande stato
È come friggere pesciolini.
Se si attizza troppo il fuoco si rovina la carne.

Cap. 72 (estratto)
Quando il popolo si fa troppo spavaldo,
allora la sventura non tarderà ad arrivare.

Non interferite nella vita del popolo;
rispettandolo, il popolo rispetterà voi.

Cap. 75 (estratto)
Se il popolo ha fame,
significa che il governo impone tasse troppo alte.
Se il popolo si ribella,
significa che il governo è troppo invadente.

Cap. 80 (completo)
I piccoli stati con pochi abitanti sono i migliori.
Date loro tutto ciò che vogliono,
e capiranno di non averne bisogno.
Insegnate loro che la morte è una cosa seria,
e che debbano essere lieti di non lasciare mai
la loro casa.
Anche se hanno cavalli, carri e barche
In abbondanza,
che non sentano il bisogno di usarli.
Anche se hanno armi e scudi,
che non abbiano motivo di esibirli.
Lasciate che il popolo gioisca dei semplici
Strumenti,
che trovi buono il cibo,
che produca le proprie vesti,
che si accontenti delle proprie case,
e che gioisca dei propri costumi.
E sebbene vi sia un villaggio tanto vicino
Da udire il canto dei galli e l’abbaiare dei cani,
che gli abitanti non arrivino mai a frequentarsi.