lunedì 17 settembre 2012

Politica: nasce il partito "Forza Evasori"

In una nazione in cui Renzi e Bersani passano per liberisti, e Monti per liberista selvaggio, nasce finalmente un partito liberista davvero, al 100%. Il nome è provocatorio, dovuto al fatto che il governo, da un lato non vuol saperne di tagliare i costi della macchina pubblica, dall'altro addita demagogicamente i presunti evasori come causa prima della crisi economica. Facendo passare il concetto, smentito dai fatti, che recuperando l'evasione, tutti pagherebbero meno tasse. Come se un ladro, che riuscisse a rubare più denaro, smettesse per questo di fare il ladro e buttar via i soldi che riesce ad arraffare. 
L'idea è venuta a Leonardo Facco, giornalista ed editore da sempre studioso di tutti i temi afferenti la libertà, deluso come molti italiani dalle promesse, ormai "tremontate", fatte dal polo di centrodestra, di ridurre le tasse e rendere più efficiente la macchina statale. Ultima ed unica speranza, neanche a dirlo, di rilanciare un'economia che deve già confrontarsi con nazioni con costi inferiori e infrastrutture più efficienti, e viene invece ulteriormente gravata da un prelievo fiscale insopportabile (dal 70% al 84% reale) applicato con metodi violenti ed arroganti. 
Il primo embrione di programma vede quindi alcuni punti fondamentali:
  • abbassamento drastico della pressione fiscale; 
  • dimagrimento altrettanto drastico del personale pubblico, con abbondanti incentivi a chi riassume il personale di provenienza pubblica; 
  • vendita di grosse fette del patrimonio pubblico, per contenere di conseguenza l'ormai insostenibile debito pubblico
  • divieto allo stato di interferire nel sistema bancario e monetario; 
  • riforma totale del sistema pensionistico (tanto accumuli coi contributi, tanto prenderai come pensione); 
  • eliminazione del sostituto d'imposta (il datore di lavoro smette di essere complice dello stato ladro nel tassare i lavoratori dipendenti, e questi ultimi si rendono conto di quanto effettivamente pagano di tasse); 
  • eliminazione totale della scuola pubblica, previa abolizione del valore legale del titolo di studio; 
  • abolizione dei sussidi alle aziende ed alle associazioni di volontariato; 
  • eliminazione di ogni rapporto costituzionalizzato tra religioni e stato. 

Lo scopo ovviamente è riportare l'economia a crescere, riattivando gli investimenti, l'occupazione, e liberare i primi e la seconda, dalle pluridecennali zavorre costituite dagli sprechi e dalle inefficienze dello stato.
Riuscirà a motivare i cittadini che oggi sono delusi da tutta la vecchia classe politica, e che sono alla ricerca di un'alternativa che non sia quella della protesta cieca e demagogica?