mercoledì 25 luglio 2018

Ode a Marpionne, il non italiano


Quando il Signore ci richiama alla sua casa, siamo sempre impegnati in un qualche progetto da concludere. Sergio Marchionne era sicuramente impegnato a programmare chissà quale nuova impresa industriale, di sicuro aveva terminato il suo progetto in Fiat, e aveva già presentato i programmi da qui al 2022, ma è tornato alla casa del Padre prima di poter ufficialmente concludere il suo mandato alla formale scadenza.



E i progetti per gli anni da qui al 2022, presentati alla stampa poche settimane fa, parlano del consolidamento di quell’indirizzo impostato da Marchionne per tutto il gruppo FCA: aumentare la redditività andando ad espandersi su modelli di fascia sempre superiore, caratterizzati da una maggiore redditività. Al di là del confronto con la FIAT Pre-Marchionne, su cui è fin troppo facile ironizzare, il mercato automobilistico è caratterizzato da case, anche prestigiose, che purtroppo allargano le loro gamme verso il basso, perdendo alla fine in redditività, salvo ogni tanto tentare maldestri salti in alto.

La ricerca della redditività, che sembra una cosa scontata se fai impresa, è invece quanto di più frainteso nelle aziende. Nel mercato automobilistico non ne parliamo, la scuola economica austriaca non è di casa nemmeno in questo settore, si costruiscono stabilimenti troppo grandi e poi ci si arrabatta per farli lavorare, anche a costo di produrre auto meno redditizie.

Marpionne, come da geniale nomignolo inventato da quell’altro genio di Roberto D’Agostino ha applicato alla perfezione tutto ciò che viene insegnato nelle scuole di management. La sua avventura alla Fiat è una di quelle di cui non si può dire “sarebbe stato meglio se avesse fatto in questo o in quest’altro modo”. I risultati economici parlano da se, e la Jeep, L’Alfa Romeo e la Maserati dei prossimi anni andranno a consolidarsi sempre più sul mercato con modelli sempre più prestigiosi. E redditizi.

Allergico alle cosiddette mode manageriali, anche sull’elettrico Marpionne è stato a dir poco pragmatico: quando si trattò di produrre la 500 elettrica per poter vendere auto in California, disse chiaramente:”La 500 elettrica l’abbiamo fatta, ma per favore non compratela, ci perdiamo 12.000 $ su ogni esemplare”, facendo crollare la cortina di ipocrisia su una verità che tutti nel settore sapevano, ma nessuno aveva il coraggio di dire. Più recentemente, insignito di una laurea honoris causa in ingegneria, ha ancora una volta parlato chiaro sul fatto che il “solo elettrico” sia una soluzione inefficiente, soprattutto in un mondo che produce energia elettrica bruciando carbone.
L’elettrico rimarrà ancora per decenni un giocattolo per ricchi, ed a questi ricchi Alfa Romeo, Maserati e Jeep venderanno auto solo elettriche estremamente costose, che non faranno perdere soldi e anzi daranno un utile. Pragmatismo, solo pragmatismo, in una parola.

Lo so il pragmatismo è una bestemmia nello stivale, ma appunto Marpionne non era italiano. Figlio di una esule istriana, di una degli unici “migranti” che l’Italia avrebbe dovuto solo aiutare e che invece una certa parte di Italia ha addirittura ostacolato. Marchionne non era italiano perché erano emigrati in Canada, ma soprattutto perché ha raggiunto grandi risultati col solo lavoro e studio. Imperdonabile in una certa Italia dove devi essere figlio di, e poi quando ti sgamano che sei stato assunto in una certa posizione pubblica o privata in quanto figlio di, saltano pure fuori i difensori d’ufficio a dire che “è perché sei bravo”. 

Marpionne non era italiano perché ha osato proporre dei patti ai sindacati, su cui i dipendenti sono stati chiamati a votare: in una parola ha smontato le manfrine della concertazione e messo a nudo l’ipocrisia di un certo sindacato. E questa cosa da una certa Italia non è mai stata perdonata. Fare ironia su Marchionne era la cosa più facile del mondo, l’hanno fatta i politici più patetici e ridicoli. “Il canadese” così veniva definito dal politico più patetico di tutti, il “monegasco”, come se essere “canadese” fosse un insulto. Per non parlare dell’ipocrisia sulla residenza svizzera: ditemi voi perché mai sulla terra un canadese debba prendere la residenza in Italia e farsi rapinare del 70% delle retribuzioni. 

Marpionne non era italiano perché è stato il più lontano possibile dalla politica: non ha potuto evitare di averci a che fare, e le sue aziende hanno avuto la loro parte di favori, ma il minimo indispensabile, e comunque un’azienda che impiega decine di migliaia di dipendenti non può non averci a che fare con la politica, dato che la politica pretende di mettere il becco nelle scelte dell’azienda. Per non parlare dell’uscita da Confindustria…

Le scelte di Sergio Marchionne verranno studiate nelle scuole di management, mentre gli ultimi insulti che qualche poveretto continua a indirizzargli sono altrettante medaglie al merito. Ottenere il plauso di qualche politico di professione che non ha mai fatto nulla di buono nella vita non sarebbe certo un vanto.



L’auto dello sbarco in Cina, anche questo un altro grande merito di Sergio Marchionne, si chiama Fiat Viaggio, forse era destino: Buon Viaggio Marpionne.

mercoledì 4 aprile 2018

Bail In Bancario: cos'è, come proteggersi dai fallimenti bancari, come investire con prudenza

Bail in Bancario

Perchè vengono salvate le banche in difficoltà? Cosa si intende per bail in e bail out? Perchè politici e giornalisti parlano male della normativa sul bail in? Quali rischi ci sono in concreto per i correntisti?
Come evitare di trovarsi come correntisti di una banca che fallisce?
Come si può investire con prudenza per assicurarsi un futuro più sereno nella situazione non certo tranquilla dell'Italia?
Di tutte queste cose, ed altro ancora, parliamo nella Puntata 94 del podcast "Il Truffone", condotto da Francesco Carbone, con il sottoscritto Francesco Tedeschi
Ascoltando questo podcast ci si può chiarire tutti i dubbi sulle domande qui sopra. E per chi vuole ulteriori chiarimenti, mi può sempre contattare alla mia mail ftedeschi76@gmail.com



giovedì 30 novembre 2017

Bitcoin è tutta una truffa?

bitcoin truffa

Bitcoin è tutta una truffa come dice il grande economista Stiglitz? O il grande finanziere Davide Serra? O il grande capo della JP Morgan?
A mio giudizio no, e in questo articolo spiego perchè.
Esistono in giro truffe che sfruttano l'interesse attorno ai bitcoin? Purtroppo sì, e in questo altro articolo, spiego come riconoscerle.
Detto questo, sei ancora convinto che sia tutta una truffa? Poco male, nessuno è obbligato a provare. L'importante è essere consapevoli di essere costretti ad una vera e propria truffa nota come sistema pensionistico a monopolio statale. Volgo INPS. Il sistema pensionistico a monopolio statale è un sistema già fallito, dato che i contributi di chi lavora non riescono a pagare le pensioni a chi è già in pensione. Ogni anno, per ripianare questo squilibrio, vengono presi oltre 100 Miliardi dalle tasse, la cosiddetta fiscalità generale. Con l'andare del tempo sarà sempre peggio: i giovani che lavorano sono sempre meno, e sempre meno pagati, mentre i pensionati diventano sempre di più. Chi ha 40 anni o meno non ha alcuna speranza di avere una pensione dignitosa per vivere e di averla a 67 anni. Quindi, indipendentemente da quel che pensate di bitcoin, dovete pensare a proteggere il vostro futuro. Ripeto non c'è alcuna possibilità, per chi oggi ha 40 anni, o meno, di avere un tenore di vita lontanamente decoroso: o il sistema fallisce da qui a 30 anni, o le pensioni saranno rese ridicole da un'inflazione che non è certo quella calcolata ufficialmente dall'ISTAT
Detto fuori di metafora è fondamentale mettersi da parte un capitale per la pensione, attraverso ad esempio un piano di risparmio: è uno strumento che ha i suoi pro ed i suoi contro, ma il pro fondamentale è che ci "obbliga" a risparmiare una certa cifra tutti i mesi, cosa che se dovessimo ricordarci di fare da soli, non riusciremmo. C'è una circostanza favorevole da sfruttare in questo momento oltretutto: sebbene il sottoscritto non sia un fan dell'europeismo, c'è un vantaggio dovuto all'esistenza dell'Unione Europea: si può avere accesso a strumenti, nello specifico piani di risparmio, non esistenti sul mercato italiano, con condizioni molto più favorevoli, se si sa dove andare a cercare. Anche in questo caso, per chi volesse approfondire, basta scrivere a btcoggi@gmail.com. Per chi si chiedesse il perchè della foto di apertura? E' un simpatico gattino, cosa potevo mettere di meglio?

domenica 19 novembre 2017

Il Bitcoin è in bolla? Cosa si intende per bolla?

Bolla bitcoin

Si sente di continuo parlare, di fronte all’inarrestabile crescita di prezzo delle criptovalute principali, a partire dal bitcoin, di “Bolla del bitcoin”. Molti esperti di economia, insistono a dire che questa crescita di prezzo sia destinata, come appunto una bolla, a scoppiare, con conseguente crollo del prezzo stesso, e si sprecano i paragoni alle famose bolle economiche del passato, dalla bolla dei tulipani in Olanda del 1700 alla Bolla delle aziende internet del 2000. Senza pretendere di guardare nella palla di vetro, come i maghi e gli economisti mainstream, in questo articolo vorrei chiarire cosa si intende, in economia, per “bolla”, lasciando al lettore il giudizio sul fatto che esista, o meno, una “bolla bitcoin”

Cos’è una bolla economica?


In economia il termine bolla può avere un significato “oggettivo” ed uno “soggettivo”. Si parla di bolla in senso oggettivo, quando una intera categoria di beni, o attività, ha un valore sproporzionato rispetto al suo rendimento. Possiamo quindi fare gli esempi di un’eventuale bolla azionaria, obbligazionaria o immobiliare

La bolla economica in senso oggettivo

                                                         
Il prezzo di un’azione viene paragonato agli utili che fa l’azienda a cui l’azione è riferita. Se il prezzo è pari a 10 volte l’utile per azione, mi aspetto che comprandola, gli utili mi ripaghino in 10 anni il prezzo che ho pagato. Se l’azienda ha un prezzo per azione molto più alto di 10 volte l’attuale utile, può essere perché ci si aspetta che i suoi utili futuri saranno molto più alti di quelli attuali, per cui chi compra l’azione è disposto a pagare anche 20 o 100 volte il valore dell’utile, perché si aspetta che gli utili a breve saranno il doppio o 10 volte quello attuale, di modo da ripagare in 10 anni, o meno, il prezzo pagato per l’azione. Ricordiamo che si tratta sempre di una valutazione soggettiva. Se uno è disposto a recuperare l’investimento in 20 anni, valuterà ragionevole un prezzo per azione 20 volte superiore all’utile per azione. Se tutte le azioni presenti su un dato mercato hanno un prezzo pari a 30 o più volte l’utile della rispettiva azienda, si dice che il mercato azionario è “in bolla” in senso oggettivo: in questa situazione può verificarsi o una discesa graduale verso livelli più ragionevoli, o un cosiddetto “scoppio della bolla” con crollo repentino dei prezzi e pesanti perdite per chi ha comprato poco prima di questo scoppio.

Sul mercato immobiliare si può fare un discorso paragonabile: se compriamo un appartamento, ci aspettiamo di incassare degli utili sotto forma dell’affitto che pagheranno gli inquilini. Se l’affitto annuale che incassiamo è pari a un decimo del prezzo che abbiamo pagato per l’appartamento, ce lo ripagheremo in 10 anni. Se è pari a un ventesimo, ce lo ripagheremo in 20 anni. Con un ragionamento simile a quello fatto per le azioni, se gli immobili sul mercato hanno prezzi medi pari a 20, 30 o più volte quello che rendono sotto forma di affitto, si può dire che il mercato immobiliare sia “in bolla” in senso oggettivo. Con rischio di forti perdite in caso di “scoppio della bolla”.

Discorso leggermente diverso per le obbligazioni: le obbligazioni, che siano emesse da aziende private, o che siano titoli di stato, sono dei prestiti che l’investitore fa all’azienda o allo stato emittente: si aspetta, alla scadenza, di riprendere la somma pagata sotto forma di prezzo dell’obbligazione, più un interesse. L’interesse richiesto da chi compra l’obbligazione, in una situazione di libero mercato, è collegato al rischio che l’emittente fallisca e non rimborsi l’obbligazione: più questo rischio è alto, più l’interesse richiesto dal mercato sarà alto. Quando gli interessi pagati sulla maggior parte delle obbligazioni e/o dei titoli di stato sono irragionevolmente bassi rispetto al rischio (ricordiamo che molti titoli di stato occidentali pagano un interesse anche pari a zero o addirittura negativo), si può parlare di una bolla obbligazionaria in senso oggettivo.

Veniamo quindi alle monete, cartacee o digitali che siano. Tenere in tasca una banconota da 100 € o un bitcoin, non dà ALCUN rendimento. Il rapporto tra prezzo e rendimento di qualsiasi moneta, è sempre infinito, dato che qualsiasi prezzo di una moneta, diviso per 0, ossia il rendimento che ci si aspetta, dà appunto un risultato infinito. In senso oggettivo, qualsiasi moneta che valga più di zero, sarebbe automaticamente in bolla. Ma dato che nessuno si aspetta un rendimento semplicemente tenendo in tasca una moneta, di fatto NON ha senso parlare di bolla, in senso oggettivo, a proposito del bitcoin, o del dollaro, del rublo o qualsiasi altra valuta.

Come ci si comporta in caso si ravvisi una bolla economica? I comportamenti che possiamo applicare in caso di una “bolla in corso” sono diversi a seconda del nostro orizzonte temporale: se vogliamo fare un investimento a medio termine, è consigliabile stare lontani dal genere di attività in bolla. Se vogliamo fare una speculazione a breve termine, anche se pensiamo che le azioni o gli immobili siano “in bolla”, possiamo investire lo stesso nel mercato azionario o immobiliare, se ci aspettiamo che i prezzi saliranno ancora prima dello “scoppio della bolla”: il nostro obiettivo non sarà detenere l’azione o l’appartamento di turno finchè si ripaghi completamente, ma piuttosto di rivendere dopo poco, realizzando un piccolo/grande utile da pura speculazione.

La bolla economica in senso soggettivo 


Oltre all’accezione oggettiva del concetto di “bolla”, ci può essere un’accezione soggettiva. In pratica, un “esperto” di economia o mercati può ritenere che il prezzo di una valuta, stia salendo eccessivamente per il solo effetto di un’euforia momentanea, da parte di speculatori che vogliono realizzare un utile a breve termine, comprando e rivendendo subito a maggior prezzo. Con valute estremamente volatili come le cripto valute, le fasi di euforia e panico sono molto frequenti e ravvicinate. Di conseguenza comprare in una fase di forte salita può esporci al rischio, a breve termine, di una discesa, quindi di una perdita. Come detto prima, anche in questi casi, si può anche applicare una strategia di investimento di breve periodo, se ci si aspetta che i prezzi continueranno a salire prima della prossima discesa: si compra con l’obiettivo di rivendere dopo pochissimo, realizzando un piccolo utile da speculazione di breve periodo.

C’è da dire che le valute hanno un valore “relativo” ed uno “assoluto”. Il valore relativo è quello in relazione ad altre valute. Ad esempio l’euro vale quasi 12 Bolivar Venezuelani, con una crescita dai 3 Bolivar del 2010: un economista venezuelano, particolarmente fiducioso nel governo locale, potrebbe dire che l’euro è in bolla. Ha senso? In termini relativi, non ha ne ragione, ne torto. Il suo metro di riferimento è la sua valuta nazionale, magari nutre una forte fede nelle politiche monetarie della Banca Nazionale Venezuelana, e di conseguenza ha motivo di pensare che l’euro sia in bolla.

bitcoin in bolla


Esiste invece un valore diciamo “assoluto” di una valuta, rappresentato dal suo potere d’acquisto. Ad esempio Bitcoin, esattamente un anno fa, il 19 novembre 2016, valeva 748 $: con un bitcoin si poteva comprare una ottima bicicletta. Mentre scrivo, oggi 19 novembre 2017, un bitcoin è quotato 7.770 $, buono per comprare una motocicletta di media cilindrata. L’esempio si può applicare a qualsiasi altro bene: un anno fa si potevano comprare 70 bottiglie di buon vino, oggi 700, sempre con un bitcoin. O 35 bottiglie un anno fa e 350 oggi, se il vino lo vogliamo con la bolla, anzi con le bollicine.

A cosa può essere dovuta questa variazione di valore tra le differenti valute? Le cause delle oscillazioni di valore relativo tra valute sono molte e molto manipolabili, dai governi e dalle banche centrali. Uno dei fattori è che influenzano il valore relativo delle monete è rappresentato da quanto siano utilizzate, o meno, come mezzo di scambio o come riserva di valore. Uno dei fattori che hanno reso sempre più utilizzate le criptovalute, ed il bitcoin in particolare, è il fatto che rappresenti una moneta molto difficile da rubare, o sequestrare, per cui sempre più persone nel mondo hanno imparato ad usarlo, facendo salire il prezzo. Può essere questo un fattore che convincerà ancora più gente nel mondo ad imparare ad usarle, causando un ulteriore aumento di prezzo? Al lettore la risposta…

giovedì 28 settembre 2017

Bitcoin, bolle e tulipani – Cosa c’è di vero negli attacchi della stampa?

bitcoin bolla tulipani


Questo mese di settembre, nella prima metà del mese, s’è sviluppata un’intensa campagna stampa mirata a consolidare un sentimento di diffidenza verso i bitcoin, ossia la prima, ma non più unica, moneta totalmente digitale e decentralizzata, ossia non controllata in via esclusiva da alcun ente, pubblico o privato che sia.

La campagna di stampa internazionale ha coinciso con una marcata contrazione del valore di questa moneta, scesa da circa 5000 $ a circa 3000 $, prima di ritornare a crescere.
Sono stati scomodati vari paragoni: dal fatto che il bitcoin fosse un enorme bolla, o addirittura tutta una truffa, o uno schema Ponzi, la famosa truffa “piramidale”.

Cosa c’è di vero in tutte queste accuse? Si può facilmente controbattere ciascuna di queste affermazioni, ma il modo migliore per capire come siano infondate, sotto vari aspetti, è capire cosa sono nello specifico i bitcoin, come funzionano e quali sono i punti di forza che stanno portando sempre più persone nel mondo a utilizzarli per proteggere i propri sudati guadagni.

Si tratta di un sistema incredibilmente raffinato e geniale, ed al tempo stesso semplice da usare: inviare o ricevere un pagamento è semplice come inviare un’email. E una minima spiegazione di come funziona tutto il sistema, comprensibile da chiunque, permette di capire appieno le potenzialità del sistema. Chi non vorrebbe oggi una moneta difficilissima da sequestrare e rubare? Proprio il fatto che sia difficile da sequestrare e rubare rende questo sistema di pagamento sempre più utilizzato dai cittadini di tutte le nazioni del mondo: dove non sono arrivati il calcio, la religione o la musica, è arrivato l’oro digitale: non esiste popolo al mondo che non lo stia usando.

Per questo motivo, mettere qualche risparmio da parte in bitcoin, non solo significa mettersi al sicuro da furti e sequestri, ma rappresenta ANCHE un buon investimento. L’importante è applicare le più elementari regole di prudenza valide per tutti i tipi di investimento. E imparare come riconoscere eventuali truffatori che volessero sfruttare il nome “bitcoin” per mettere in atto truffe che non hanno nulla a che fare con questa tecnologia.

Per capire tutti questi aspetti, è possibile partecipare all’evento, sabato 7 ottobre a Brescia Bitcoin: come investire con prudenzanella rivoluzione digitale”, all'Hotel Brixia. 

Chi si fosse perso l'evento può scrivermi a btcoggi@gmail.com 


martedì 5 settembre 2017

Arrivano le truffe bitcoin: 5 regole per non caderci



Il bitcoin è l’argomento del momento e purtroppo stanno aumentando le pubblicità di vere e proprie truffe, in cui promettono di far guadagnare cifre stratosferiche, senza muovere un dito e senza rischiare nulla, grazie a imprecisati meccanismi che avrebbero a che fare coi bitcoin.

Poi appena un po' di gente inizierà a non guadagnarci, verranno fuori quelli che "il bitcoin è tutta una truffa". Dato che l’informazione economica è "molto poco informata", ed ha tutto l’interesse a che i risparmiatori abbiano le idee confuse sugli strumenti di investimento tradizionali, figurarsi quelli innovativi, andiamo a chiarire un paio di cosette:


1) I bitcoin, e le altre criptovalute, sono strumenti di pagamento tanto quanto i dollari, gli euro, gli yen e la "pizza di fango der Camerun". Stanno conoscendo un aumento di valore perchè sempre più persone, NEL MONDO, li utilizzano come mezzo di pagamento. Se domani la gente smette di utilizzarli, il loro valore andrà a zero. Non esistono guadagni sicuri a questo mondo.

2) Imparare a usarli è una priorità di PURA SOPRAVVIVENZA: non avrete nessuna pensione INPS e vi sequestreranno pure i peli del sedere. Imparare a usare una moneta che NON si può sequestrare significa che gli unici soldi che mettete da parte in monete non sequestrabili, sarano LA VOSTRA UNICA PENSIONE.
Poi, in corso d'opera potranno anche guadagnare di valore, ma nessuno sa quanto e come. Ripetiamo che: Non esistono guadagni sicuri a questo mondo.


3) E’ possibile sfruttare questa fase di espansione per speculare sui cambi tra cripto valute e monete cartacee, e tra una cripto valuta e l’altra. Si tratta di un investimento ad altissimo rischio, e per altissimo intendo il 50% di rischio: o guadagni un sacco o perdi tutto. Studiando e imparando a investire a poco a poco, si possono realizzare dei buoni incrementi, limitando il rischio, o ci si può affidare a chi padroneggia la materia e chiedere consigli: in ogni caso deve essere un investimento di una piccolissima parte dei nostri risparmi, una parte che possiamo rischiare senza tanti drammi. Può renderci più di tutto il resto dei nostri risparmi, ma nel breve periodo può anche deprezzarsi: è un investimento che va fatto con un’ottica di più anni, almeno 5 anni, perché, ripetiamo:
Non esistono guadagni sicuri a questo mondo.


4) Chiunque promette guadagni sicuri, e stratosferici, vi sta turlupinando: se conoscessi un modo per avere dei guadagni sicuri, e stratosferici, me lo terrei per me. La prima regola dell’economia dice che se tante persone si buttano su un business che permette di fare elevati guadagni, si creerà una concorrenza che farà abbassare questi guadagni fino al livello minimo. Questo non fa che confermare che: Non esistono guadagni sicuri a questo mondo.


5) Le cripto valute, e la tecnologia blockchain su cui sono basate stanno cambiando il mondo in cui viviamo: un mondo in cui gli stati diventano giorno dopo giorno più inutili, in cui è impossibile conoscere la ricchezza di qualcuno, ed è impossibile rubargliela, a meno di utilizzare un elevatissima dose di violenza. Le principali cripto valute avranno un aumento di valore dovuto al fatto che sempre più persone le adotteranno, e le aziende che realizzeranno i migliori servizi basati sulla blockchain, avranno parimenti utili inimmaginabili: ma nessuno può dire OGGI, quale cripto valuta dominerà tra 20 anni e quale azienda basata sulla blockchain avrà avuto più successo tra 20 anni. Ci sono modi prudenti di assaggiare a poco a poco questo tipo di investimento, in modo da capire perché ci può essere un guadagno da qui ai prossimi anni, e imparare a capire quali tendenze seguire e quali rischi evitare. Serve informarsi, e chiedere a chi ci lavora quotidianamente. Chi promette guadagni sicuri va evitato come la peste. Non esistono guadagni sicuri a questo mondo.


In estrema sintesi, chiunque prometta soldi facili senza rischio, vi sta truffando, che vi stia vendendo quote azionarie, o obbligazioni bancarie (ehm ehm), o imprecisati meccanismi che fanno guadagnare automaticamente con appiccicata la parola magica bitcoin. Ciò non toglie che non ci si può permettere di non sapere usare questo mezzo di pagamento. Saperlo usare è PURA SOPRAVVIVENZA, e ci si può ANCHE guadagnare qualcosina. Per guadagnarci bisogna avere chiaro in mente che le cripto valute, e la tecnologia blockchain, servono a rendere inutili le banche centrali, le monete di carta, il catasto, l’anagrafe, la motorizzazione, la SIAE, i fondi pensione tradizionali, e qualsiasi altra funzione che oggi gli stati si arrogano di monopolizzare, o semi-monopolizzare. Se si capisce questo concetto, si capisce che, tempo qualche anno, tutti gli strumenti basati sulla blockchain, saranno sempre più utilizzati, e chi ci investe ora ci realizzerà ANCHE un guadagno. Se non si capisce questo concetto, meglio non investirci proprio, magari aspettandosi grandi guadagni a brevissimo termine. Patti chiari…  

Per chi volesse imparare a capire cosa sono e a cosa servono i bitcoin, ci sono i tutorial di Bitcoin Bear:
1) Cos'è il bitcoin?

Per chi volesse consigli su come mettere da parte i primi € in bitcoin, può scrivermi a btcoggi@gmail.com 


lunedì 28 agosto 2017

L'inflazione è davvero troppo bassa? Smontiamo questa grande bufala


L'inflazione è davvero troppo bassa, come ci dicono da qualche anno a questa parte? E' davvero pari al 1% o meno? E' davvero necessario stimolarla?
In questa puntata del famoso podcast "Il Truffone", di Francesco Carbone, andiamo a smontare questo mito e a capire perchè i governi, con la fattiva collaborazione di economisti e giornalisti "di regime" alimentano questo mito. Per ascoltare la puntata CLICCA QUI.

giovedì 13 aprile 2017

Milan Closing: finisce l'era Berlusconi al Milan. Come è cambiato il mondo del calcio

Milan closing Berlusconi


Col famoso e più volte rimandato "closing" della trattativa coi magnati cinesi, finisce oggi l'era Berlusconi al Milan, dopo 31 anni. Questo non è un articolo celebrativo: non sono milanista, anzi, in questi anni di continui successi rossoneri, i non milanisti hanno "rosicato" parecchio, e soprattutto non è un articolo finalizzato a dare un giudizio sul fatto che i cambiamenti avvenuti nel mondo del calcio siano stati positivi o negativi. Questo articolo vuole "semplicemente" mettere in fila una serie di cambiamenti portati da Berlusconi con la sua presidenza in tutto il mondo del calcio: al di là delle straordinarie vittorie raggiunte, il football europeo non è più quello che era 31 anni fa, quando Silvio atterrò all'Arena di Milano con l'elicottero.

Il mondo del calcio prima di Berlusconi


Chi scrive ha 40 anni, troppo giovane per avere un vivo ricordo del calcio degli anni '80, ma abbastanza vecchio per ricordare una serie di differenze rispetto al cambio di passo imposto dalle idee rivoluzionarie di Berlusconi. Nello specifico sono anche juventino, e nel periodo dell'impetuosa cavalcata del primo Milan berlusconiano, la mia squadra visse uno dei periodi più "magri". Come detto prima, rosicammo parecchio mentre Gullit, Van Basten e compagnia vincevano Coppe dei Campioni a ripetizione. Più recentemente, nel 2003, abbiamo persino vissuto la beffa di perdere una finale contro il Milan, dopo una partita giocata peraltro malissimo da entrambe le squadre.

La prima differenza, rispetto al calcio di oggi, era che le amichevoli estive non contrapponevano tra loro le grandi squadre, sia a livello nazionale che internazionale. Ogni squadra andava in ritiro in qualche località di villeggiatura, marittima o montana, e si "allenava" affrontando squadrette locali di Serie B o C. Ricordo, per dire, un Catanzaro - Bayern Monaco. Per chi ha meno di 30 anni sembra normale che le amichevoli estive siano sfide tra squadre che lottano per la Champions League, o per lo Scudetto nazionale, ma questo non era affatto normale negli anni '80: la prima rivoluzione portata da Berlusconi furono le amichevoli di lusso tra il Milan ed altre squadre europee di primo piano, come il Real Madrid. Per non parlare del Trofeo Luigi Berlusconi, sfida estiva tra Milan e Juventus, molto "sentita" dai giocatori di entrambe le squadre: gli interventi sulle gambe che si scambiavano erano tutt'altro che amichevoli...

Un'altra differenza rispetto ad oggi del calcio pre-Silvio erano le "riserve": i giocatori che sedevano in panchina era effettivamente giocatori di secondo piano, che normalmente subentravano nei 20 minuti finali per rilevare qualche compagno di prima squadra un po' stanco. Fu Berlusconi a volere una rosa di tutti giocatori di primo piano, di modo che le riserve fossero all'altezza degli 11 titolari. Parole come "panchina lunga" e "turn-over" diventarono comuni nelle discussioni calcistiche.

Queste due rivoluzioni hanno portato indubbiamente ad un aumento dei costi ed a una maggiore professionalizzazione di tutto il mondo del calcio. Non so dire se sia stato un bene o un male, ma è quello che è successo. La professionalizzazione è stata poi sfruttata meglio in altre nazioni, come Germania, Spagna o Inghilterra, ma la miccia di questo cambiamento nel business del calcio, è venuto dall'Italia, e in particolare da Berlusconi.

Le vittorie europee del Milan hanno poi trascinato anche le altre squadre italiane a comportarsi bene nelle coppe europee, arrivando spesso in finale e portando a casa vari titoli. Il Milan di Sacchi, allenatore semi-sconosciuto prima di arrivare a Milanello, e fortemente voluto e difeso da Berlusconi, cambiò totalmente la mentalità del mondo del calcio italiano: prima delle grandi cavalcate rossonere in Europa, le squadre italiane andavano all'estero con la tremarella, anche contro avversari modesti, cercando di portare a casa il pareggio o la vittoria di misura: fu il Milan di Sacchi praticamente la prima squadra ad andare a giocare a viso aperto contro tutti, anche in trasferta, mentalità che si è velocemente trasferita al resto del calcio italiano, con evidenti ricadute in termini di risultati. C'erano state già squadre vincenti in Europa, a cominciare dalla stessa Juve o dall'Inter, ma il miglioramento dei risultati europei, la maggior frequenza con cui si arrivava in finale nelle varie coppe, fu evidente.

Il risultato della maggiore professionalizzazione del football in Europa è che oggi nessun imprenditore italiano può permettersi di competere economicamente con le società del resto d'Europa, a loro volta raramente di proprietà di presidenti che non siano di altri continenti. Le squadre italiane di punta hanno oggi proprietà statunitensi (Roma e Napoli), o fanno capo a gruppi internazionali, come la Juventus, o già asiatiche, come l'Inter. Berlusconi ha dovuto alla fine "arrendersi" a questa realtà, mettere da parte l'orgoglio, e accettare un'ottima "buonuscita" per garantire al Milan un futuro all'altezza del passato "Berlusconiano" che oggi si conclude. Come si dice in Cina, Wei-Ji: in ogni rischio c'è un'opportunità, e Silvio l'ha colta facendosi pagare discretamente bene.

martedì 24 gennaio 2017

Ti sembra che il mondo vada a rovescio? Beh, è iniziato tutto con la Rivoluzione Francese

Rivoluzione Francese

Ti sembra che i grandi del mondo prendano decisioni sempre più assurde, nel senso che fanno a pugni con la realtà? Che più si riempiano la bocca del termine democrazia, più restringano la partecipazione dei popoli alle decisioni più importanti? Beh, non solo non hai le allucinazioni. Esistono persone di potere che rifiutano sistematicamente la realtà. E che impongono la loro visione restringendo costantemente le libertà dei cittadini. Così come il nazismo voleva costruire la razza perfetta. Così come il comunismo voleva costruire la società perfetta. Oggi c’è chi ritiene che la temperatura del pianeta vada aumentando anche se facciamo i conti con nevicate record. Che la convivenza forzata tra persone con esigenze diverse appiani i contrasti invece di peggiorarli. Tutti questi esempi vanno sotto una categoria che si chiama IDEOLOGIA. L’ideologia è il rifiuto sistematico della realtà. Chi è accecato dall’ideologia ritiene di poter cambiare il mondo, plasmando un suo paradiso in terra, e chiunque si opponga al suo paradiso, deve essere messo a tacere e schiacciato con un uso illimitato di violenza.

Beh, contrariamente a quanto ci raccontano a scuola, il vaso di Pandora è stato aperto dalla Rivoluzione Francese. L’opinione comunemente accettata, è che la Rivoluzione Francese fosse un movimento delle masse povere contro il re cattivo e affamatore. Che a sua volta fosse figlia dell’Illuminismo, un movimento intellettuale che portava finalmente la modernità in un mondo arretrato e superstizioso. E che le successive campagne militari francesi avrebbero portato la libertà, la fraternità e l’uguaglianza in tutta Europa, coi popoli europei ansiosi di essere “liberati” dalle rispettive dittature, da Napoleone e dalle sue armate.

Grazie a molteplici studi più o meno recenti, è stato possibile appurare come i sobillatori della rivoluzione siano stati nobili timorosi di perdere privilegi fiscali, e che le vittime dell’instancabile lavoro della ghigliottina, siano stati in gran parte cittadini comuni, per non parlare dei genocidi compiuti nelle regioni ribelli, come la Vandea. In seguito, le guerre “giacobine”, sono servite solo a portare in una Francia devastata ricchezze da fuori che compensassero la rovina dell’economia interna. E le popolazioni occupate, al netto dell’infatuazione per la rivoluzione di pochi intellettuali locali, si siano viste tutt’altro che “liberate” dal dittatore Napoleone: le “insorgenze” sono state numerosissime, sebbene represse con la massima ferocia.

Stante quindi una realtà storica totalmente opposta rispetto alla “vulgata comune”, il libro di Beniamino Di Martino “Rivoluzione del 1789 –La cerniera della modernità politica e sociale”, ci illustra come le idee illuministe abbiano sobillato, e poi giustificato, una spaventosa carneficina che ha devastato tutto il continente e che ha lo stesso filo conduttore delle successive stragi naziste e comuniste: la pretesa che esista una “volontà generale”, come la chiamava Rousseau, che serve a fare il bene della nazione, e che nessun singolo o gruppo possa dissentire da questo “interesse pubblico”, pena la morte o lo sterminio del gruppo. E che, al netto di formule vuote come “sovranità popolare”, questa “volontà generale” debba essere concretamente decisa da una ristretta “elite illuminata” che decide per tutto il popolo. Vedete delle analogie con la Commissione Europea non eletta dai cittadini, e con le urla isteriche all’idea che i cittadini britannici abbiano osato mettere in discussione il luminoso progetto dello “Stato Europeo” unico?

Pagina per pagina, in modo semplice e scorrevole, tutt’altro che noioso e professorale, l’autore mette in connessione ogni evento della Rivoluzione, dai primi fuochi, alle stragi interne di cui caddero gli stessi “leader”, alle guerre napoleoniche, con le radici avvelenate del cosiddetto “pensiero illuminista”, lasciando al lettore cogliere le analogie con i due grandi massacri del 900, e con l’ideologia illiberale che guida tanta parte della politica moderna delle nazioni sviluppate, così presa da tentazioni autoritarie, e così incline a scatenare guerre devastanti, come quelle che hanno insanguinato il medio oriente con la scusa dell’ “esportazione della democrazia”, la stessa scusa per cui Napoleone esportava “libertà, eguaglianza e fraternità”, e pazienza per la dittatura e le stragi necessarie ad esportarla. Gli stessi tre elementi dello slogan, se analizzati, sono incompatibili tra loro: se devo rendere 2 persone uguali devo limitare la libertà di almeno una delle 2. E l’autore con pazienza e logica ineccepibile, ci aiuta a comprendere di quante vuote formule, una più falsa e contraddittoria dell’altra, sia piena la moderna politica, a cominciare dalla venerata “Costituzione più bella del (terzo) mondo”.


Se volete capire appieno le infinite contraddizioni di politici e giornalisti che negano la realtà ogni volta che aprono bocca e che, purtroppo, “legiferano”, non potete perdervi questo libro.

martedì 16 febbraio 2016

Quali sono le nazioni più innovative al Mondo?

Corea del Sud Nazione più innovativa del mondo

E’ da poco uscito il Bloomberg Innovation Index 2016, la classifica delle nazioni sviluppate più innovative. L’indice mette a confronto, secondo 6 parametri, gli stati più sviluppati: la Corea del Sud si conferma la prima assoluta, mentre Germania e Svezia superano il Giappone e si piazzano seconda e terza. Quarto appunto il Giappone e quinta la Svizzera, che risale dal 16esimo posto. I dati non sono direttamente confrontabili rispetto al 2015, dato che alcuni parametri tengono maggiormente conto del PIL e della popolazione, fattore che ha fatto fare un salto in avanti ad alcune nazioni con una popolazione contenuta, come appunto la Svizzera, ma le posizioni dei “giganti” come USA, Cina e Russia sono cambiate di poco.  
Appena fuori dai primi 5 troviamo Singapore, Finlandia, USA, Danimarca e Francia, dal sesto al decimo posto. Dall'11esima posizione in poi troviamo Israele, Russia e l’altra nostra vicina di casa, ossia l’Austria, una delle mete preferite dalle aziende italiane in fuga. La Cina è 21esima e la rimanente delle nostre confinanti, la Slovenia è 24esima, davanti a Malesia ed Italia.
Quali sono i parametri presi in considerazione per quest’indice? Quali sono le classifiche per ciascun parametro?
I parametri sono abbastanza eterogenei, e il metodo di valutazione si presta ovviamente a critiche, ma ciascun parametro ha il vantaggio di essere strettamente numerico e misurabile.

Parametri più “soggettivi”, quali ad esempio la complessità delle leggi, sono stati tenuti volutamente fuori dal calcolo.

Investimenti in Ricerca e Sviluppo

Israele nazione che investe di più in Ricerca e Sviluppo


Il primo parametro è costituito dagli investimenti in Ricerca e Sviluppo in Rapporto al PIL. In questo settore Israele, chiamata ormai la Start Up country per l’ambiente favorevole che ha creato alle nuove imprese tecnologiche, ha superato la Corea del Sud, la “casa” di Samsung. Per i giovani ingegneri coreani, l’obiettivo, piuttosto che creare la propria start-up, è essere assunti da Samsung.
Il Giappone guadagna la terza posizione in questa classifica superando Finlandia e Svezia, due nazioni che stanno lottando per superare il tramonto di colossi locali come Nokia o Saab.
Nei primi 10 anche Danimarca, Svizzera, Germania ed Austria, nell’ordine, con gli USA al 10° posto. Solo 16esima la Cina, sebbene sia uno dei parametri che ne migliorano la media.
L’Italia in questo parametro è 27esima, quindi uno dei parametri che abbassano la media complessiva. Evidentemente il clima economico non favorisce granchè gli investimenti…

Valore aggiunto della produzione

Corea nazione con le produzioni a maggior valore aggiunto

Il secondo parametro va a valutare l’apporto di valore dovuto alle produzioni industriali, in rapporto al PIL e alla popolazione: se in un dato paese ci sono stabilimenti di aziende leader di settori ad alta intensità tecnologica, il valore aggiunto della produzione sarà elevato, se al contrario in una certa nazione si applicano tecnologie inventate altrove, ma non si fa molta ricerca di prodotto, il valore aggiunto sarà modesto anche in presenza di un elevato valore complessivo della produzione manifatturiera: è il caso della Cina, che in questo parametro è addirittura 15esima.
La prima posizione va alla Corea del Sud, di cui abbiamo già parlato. Le sorprese arrivano da nazioni che creando condizioni favorevoli all’investimento dall’estero, sono diventate sede di stabilimenti di aziende tecnologiche, parliamo quindi di Repubblica Ceca (2° posto) e Slovenia (4° posto). La Germania è terza, grazie anche agli sforzi che sta facendo ad esempio nel settore dell’automazione industriale, per non perdere competitività nei confronti di paesi con costi della manodopera inferiore. Quinta è Singapore, anche in questo caso grazie al fatto di essere estremamente attrattiva per gli investimenti dall’estero.
Le successive posizioni fino alla decima confermano quanto visto con le prime 5, con 2 tigri asiatiche (sesto posto Malesia e nono Thailandia), e tre nazioni europee che favoriscono gli investimenti (Irlanda settima, Svizzera ottava e Ungheria decima).
Relativamente male da questo punto di vista sia la Cina, al quindicesimo posto, sia gli USA, addirittura 26esimi.
L’Italia è 19esima, è uno dei due parametri che alzano la media complessiva italiana, l’altro è il numero di brevetti, di cui parleremo più avanti.

Produttività

Norvegia nazione più produttiva del mondo

Il terzo parametro, inserito nella ricerca del 2016, misura il rapporto tra PIL e numero di occupati superiori ai 15 anni, e quanto è migliorato questo parametro negli ultimi 3 anni. Anche questo parametro premia abbastanza nazioni con pochi abitanti, come Norvegia, Australia, Svizzera, Lussemburgo e Singapore, ossia le prime 5 assolute. Buon piazzamento della Spagna, settima dietro la Nuova Zelanda, mentre è enorme il divario tra USA, ottava assoluta e Cina, 40esima. Honk Kong e Belgio completano le prime 10, mentre l’Italia è in 33esima posizione.

Densità di aziende tecnologiche

USA nazione con più aziende tecnologiche


Il quarto parametro è cambiato rispetto al 2015: nel 2015 misurava la capitalizzazione delle maggiori aziende tecnologiche quotate, in assoluto. Inutile dire che USA, Cina e Giappone erano le inarrivabili leader, con un bel salto già solo tra USA e Cina.
Nel 2016 questo parametro misura la percentuale di aziende tecnologiche quotate rispetto al totale. Per aziende tecnologiche si intendono i seguenti settori: aerospaziale, difesa, biotecnologie, hardware, software, semiconduttori, software e servizi legati ad internet, energie rinnovabili.
Gli USA sono in ogni caso la nazione con il miglior rapporto tra aziende tecnologiche quotate e aziende complessive, davanti a Sud Corea e Cina. Chiudono la Top 5 Francia e Giappone. Tra le migliori si segnalano anche Israele, settima, e Russia, ottava. Per la Russia è praticamente il miglior parametro, a parte quello, che vedremo in seguito, relativo all’istruzione superiore. Svezia e Svizzera chiudono la top ten. L’Italia è 25esima, in linea col piazzamento complessivo. Anche qui, la posizione potrebbe essere migliore, se si tenesse conto delle aziende non quotate. Sul perché le aziende siano riluttanti a quotarsi, e in generale ad espandersi, tocca suonare sempre la stessa canzone, tipo Antonello Venditti diciamo…

Efficienza dell’Istruzione Superiore

Cina prima al mondo per Università

Questo parametro è un aggregato di più misurazioni: numero di studenti universitari in rapporto ai giovani in età universitaria, numero di laureati in rapporto alla forza lavoro, numero di laureati in materie scientifiche ed ingegneristiche in rapporto ai laureati totali ed alla forza lavoro.
E’ praticamente il parametro più svincolato dal benessere complessivo di una nazione, e non è nemmeno un indice affidabile di sviluppo futuro, dato che in mancanza di un ambiente economico favorevole, i giovani che si laureano, soprattutto in materie scientifiche, possono essere portati ad emigrare, o a rassegnarsi in posti di lavoro di ripiego in cui non sfruttano le loro competenze.
In ogni caso, in presenza di un ambiente economico favorevole agli investimenti, l’istruzione scientifica diventa un potente mezzo di propulsione della crescita economica, è il caso della Cina e di Singapore, prima e seconda in classifica, davanti a Russia (Prima al mondo come percentuale di laureati in rapporto alla forza lavoro) e Finlandia. Chiude la top 5 l’Ucraina e altrettanto “sorprendente” è la Grecia, all’ottavo posto, e prima al mondo nella percentuale tra studenti universitari e giovani in età da università. Al sesto e settimo si trovano Irlanda ed Austria, mentre la Top10 è chiusa da Regno Unito e Lituania. Gli Stati Uniti si trovano addirittura al 37esimo posto, ma sono altamente attrattivi per i laureati e gli ingegneri di tutto il mondo, mentre l’Italia è al 43esimo posto. La Tunisia è prima al mondo come numero di ingegneri laureati ogni anno in rapporto ai laureati complessivi ed in rapporto alla forza lavoro, ma purtroppo la situazione economica complessiva non permette loro di impiegare in modo fruttuoso i propri studi. 

Densità di ricercatori

Israele prima al mondo come densità di ricercatori

Il sesto parametro, misura il numero di impiegati nella Ricerca e Sviluppo per milione di abitanti. Israele è la prima al mondo in questa classifica, davanti a Danimarca, Finlandia e Islanda. Anche nel 2015 le prime 4 posizioni erano occupate da questi piccoli stati, sebbene in ordine diverso. Di Israele abbiamo detto in precedenza, come sia diventata un terreno estremamente fertile nel settore delle imprese innovative. Quello che forse non sapevate è che l’Islanda è leader nella ricerca genetica, mentre la Danimarca sta crescendo nel settore farmaceutico e la Finlandia, orfana di Nokia, stia crescendo nei videogames. Qualcuno di voi non ha ancora giocato ad Angry Birds?
La Top10 è completata da Sud Corea, o SamsungLand, Singapore, che si sta affermando anch’essa nell’elettronica, Norvegia, Giappone e Lussemburgo.
I giganti, vale a dire USA e Cina, sono al 21esimo e 46esimo posto. Nel caso della Cina il dato negativo è spiegato dal fatto che la manifattura assembla tecnologie in gran parte sviluppate altrove, e dalla presenza di una grande massa di popolazione sotto-proletaria, fattore che diluisce il numero di ricercatori in percentuale alla popolazione complessiva. Nel caso degli USA, il credito facile proveniente da anni di tassi bassissimi, ha portato a politiche da parte delle aziende quotate che hanno gonfiato i corsi azionari ma hanno distrutto valore (e le conseguenze si vedranno presto, purtroppo). L’Italia, tanto per cambiare, è nelle posizioni di retrovia, ossia al 35esimo posto. Investire non valeva la pena in condizioni normali qualche anno fa, è un suicidio oggi.

Brevetti

Giappone nazione col maggior numero di brevetti

L’ultimo parametro riguarda il numero di brevetti complessivi rispetto al totale e il numero di richieste di brevetto in rapporto al PIL e alla popolazione.
Qui ci sono poche sorprese. Giappone, Corea, Germania ed USA sono i primi 4, con il Giappone che torna primo superando la Corea, la Germania terza che supera USA e Cina e la Svizzera che si inserisce al quinto posto davanti alla Cina, ora sesta.
Completano la Top10 Finlandia, Svezia, Olanda e Danimarca.
Per l’Italia è uno dei parametri che alzano la media, dato che in questa classifica si trova in 18esima posizione. 

venerdì 12 febbraio 2016

Frederic Sausset, il pilota senza braccia e gambe a Le Mans


Avete letto bene, la 24 Ore di Le Mans del prossimo 18-19 giugno vedrà alla partenza anche un pilota quadri-amputato, ossia senza gambe e senza braccia: Frederic Sausset, nel 2012, a causa di un graffio ad un dito, fu colpito da un batterio estremamente virulento che causò una setticemia capace di provocare la rapida necrosi sia delle braccia che delle gambe. Per salvargli la vita, quando era già in coma, i medici dovettero prendere la decisione di tagliare tutti e quattro gli arti.
Mentre lottava contro il dolore e la disperazione, Frederic pensò a questa sfida: correre in auto a livello professionistico, con l’obiettivo della Gara più Bella del Mondo: la 24 Ore di Le Mans.
Nella stagione 2015, Sausset ha corso nel campionato VdeV per prototipi con una Ligier, alternandosi con Christophe Tinseau, un pilota di primo piano nelle gare a ruote coperte. Cinque le gare portate a termine, 4 da 6 Ore (Barcellona, Aragon, Magny-Cours ed Estoril) ed una da 12 Ore, al Ricard.
Il sistema utilizzato per sterzare è semplice ma ingegnoso, come si può vedere nel video: al braccio più “lungo” è collegata una protesi con cui Frederic riesce a girare una leva che si trova al posto del volante.
Sausset è arrivato all’ultima gara a girare a 7 secondi dal compagno di squadra, meno di quelli che prenderei io da Tinseau, e meglio di 4-5 piloti “normodotati” impegnati nella stessa gara.

Frederic Sausset sulla Morgan-Nissan LMP2

A Le Mans, Sausset sarà al volante di una Morgan-Nissan della categoria LMP2, per prototipi da 800 Kg di peso e 500 CV di potenza. La vettura non sarà classificata tra le sue dirette avversarie, ma evidentemente le 22 LMP2 iscritte saranno la costante pietra di paragone. Rispetto alle altre auto, la Morgan del Team SRT 41 (come il codice della regione di residenza di Sausset), è equipaggiata col cambio automatico. Per il resto 19 delle altre LMP2 hanno lo stesso motore Nissan ed una anche lo stesso telaio Morgan. La foto qui sopra si riferisce ai primi test con la vettura anglo-francese, che alla Sarthe avrà il numero 41.

Quest’anno, come sempre, non mancheranno i motivi d’interesse della grande classica che attira oltre 250.000 spettatori: ad esempio torneranno i russi della SMP, reduci dalla Pole Position alla 24 Ore di Daytona; ci sarà un team formato da Olivier Panis e dal portiere Fabien Barthez; mentre dalla Cina ci sarà il team BAXI DC patrocinato nientemeno che da Jackie Chan, ma sicuramente, l’occhio scorrerà più spesso la classifica sul monitor, per vedere come sta andando la Morgan numero 41… 

venerdì 22 gennaio 2016

Russia Today prende in giro la propaganda USA con una video-parodia


Russia Today è un canale satellitare diffuso a livello mondiale, visibile anche in Italia con le piattaforme SKY (canale 536) e Tivùsat.
Su Youtube è addirittura il canale d'informazione più visto.
Per i politici ai più alti livelli degli Stati Uniti, compresi i due vicepresidenti che si sono succeduti, Hillary Clinton e John Kerry, Russia Today è "il male assoluto", in quanto propone il punto di vista "russo" sulle notizie, punto di vista che negli ultimi anni è stato spesso opposto a quello statunitense su tutte le crisi internazionali, dall'Ucraina alla Siria. Alcune delle accuse più ad effetto verso RT sono contenute in coda al video stesso.
Per rispondere alle accuse dei politici e dei media USA, Russia Today ha realizzato un esilarante video virale, che mostrerebbe come tutte le accuse occidentali siano fondate: dal fatto che siano direttamente agli ordini di Putin, o che confezionino notizie false...
Un piccolo capolavoro di ironia...
Non voglio togliervi la sorpresa. Godetevi il video...


venerdì 8 gennaio 2016

Come il principe Carlo riduce l'inquinamento... Non crederete ai vostri occhi


Il Principe Carlo, oltre ad avere pessimi gusti in fatto di amanti, e peggio ancora in fatto di amanti promosse a compagne ufficiali, è un noto ecologista.
Uno che si sposta tutto l'anno in aereo per inutili visite ufficiali agli ex-sudditi delle colonie, si muove con scorte di grosse auto che consumano l'iradiddio, vive in castelli che consumano ciascuno la stessa elettricità o gas di tutto il Lussemburgo, e che nel tempo libero si muove con una splendida Aston Martin Volante, perchè almeno in questo ha buon gusto (o diciamo che macchine inglesi di un certo prezzo brutte come Camilla, anche volendo non ce ne sono), dicevamo, il Principe Carlo...

...E' UNO CHE HA A CUORE L'AMBIENTE!!!

E quindi fa di tutto per ridurre la sua impronta ecologica, o carbon footprint.
E quindi cosa si va ad inventare per inquinare di meno e produrre meno anidride carbonica?

Ma giustamente mette al posto della benzina dell'alcool, o bio etanolo.

Ma dato che è principe mica po' esse alcool prodotto da scorze di frutta, o da barbabietole, diciamo dagli avanzi di ciò che mangiate voi poveri... nooooo...

Lui se lo deve fa produrre partendo da vino pregiato.

Il produttore del vino è amico suo, e però mica è fesso... Ha una quota europea da rispettare, con tutto questo neoliberismo dobbiamo decidere quanto vino produrre. O meglio devono deciderlo il noto consumatore di alcoolici Juncker, l'altro noto consumatore Shultz (il kapò), e tutti i vari europarassiti che mandiamo a Bruxelles.

Quindi col vino che avanza, oltre alla quota europea, lo fa fermentare, ci fa l'alcool, e lo vende al principe, che lo mette nell'Aston e ci fa il giro del cortile, senza inquinare.
Dice ma l'alcool quando brucia non produce anidride carbonica? No, grazie ad un processo chimico noto come stronzatogenesi radicalscicca, l'alcool quando brucia produce profumo di mughetto e rosa selvatica.

Dice ma quanti kilometri fa con un litro di vino? Kilometri? Blinda la supercazzola o scherziamo!!!
Centimetri!!! Per fare un Miglio (1,6 Km) consuma 4,5 bottiglie di vino!!!

Tanto mica ci paga sopra le tasse. Cecato sì, scemo no...

Dice maddai, sarà una cosa simbolica, mica si limiterà a questo per non inquinare? Eccerto, ha anche convertito le sue mucche: invece delle granaglie, gli da da mangiare l'erba per... farle scureggiare menoooooo...

Non sto scherzando! E' tutto sul DailyMail...

martedì 29 dicembre 2015

5 Remake di Film famosi che vedrete nel 2016

Da Indipendence Day ad Amici Miei, da Titanic a Vieni avanti cretino, ecco le riedizioni dei più famosi film della storia che vedrete nel 2016: Ecco tutti i segreti delle nuove trame

Amici miei

Amici miei

Ritorna il gruppo dei 5 simpatici buontemponi toscani impegnati a fare scherzi al prossimo. Il dottor Sassaroli, lo spiantato conte Renzetti e la sua bruttissima moglie, il Boschi, il Perozzi e la Melandri. In ossequio alle quote rosa uno dei personaggi è diventato donna. Tra gli scherzi più esilaranti, l’episodio in cui fanno un trapianto di buco del culo a 4 banche fallite e fanno sparire i risparmi dei fessi che mettono i soldi nelle banche del partito.


Indipendence Day

Indipendence Day

I mostruosi alieni inquinatori, dopo essere stati sconfitti nel primo film da un nero e un ebreo con un collega gay, tornano più incazzati di prima, però stavolta si sono documentati sui punti deboli dei terrestri sul blog del Fatto Quotidiano e l’Huffington Post.
Hanno concluso che i terrestri sono troppo rincoglioniti e che ci deve stare nell’aria il virus della demenza, e allora tornano indietro e non si fanno più rivedere.

Vieni avanti cretino

Vieni avanti cretino


Torniamo in Italia col rifacimento di un film a dir poco stracult della commedia italiana. La storia è quella nota, un giovane volenteroso ma un po' scemo, interpretato dall’attore un po’ pelato Angelino Banfi, passa da un lavoro all’altro, raccomandato da uno zio brianzolo influente, ma per quanto si alfanni, combina solo pasticci. Risate a crepapelle assicurate.

Avatar

Avatar

Ritorna la saga del pianeta Pandora e dei simpatici alieni ecosostenibili Na’vi. Stavolta dato che la prima spedizione era andata di merda, decidono di nazionalizzare la spedizione. Per non saper leggere e scrivere pensano di asfaltare il pianeta e i suoi grossi uccelli con le bombe atomiche, ma poi con la radioattività chi va più a prendere l’unobtanium, o com cazz si chiama?
Allora i cattivi terrestri inquinatori escogitano un trucco diabolico, stavolta mandano dei montiani vestiti da Na’vi, che mandano tutto in merda e i Na’vi prendono il primo astrobarcone e si imbarcano per il pianeta Terra, dove ci sta un posto dove gli hanno detto che si può fare i mangiapane a UFO.
Ovviamente la spedizione, essendo statale, è costata più di tutto l’unobtanium, o com cazz si chiama, del pianeta Pandora, quindi tocca ai contribuenti terrestri pagare tasse per recuperare i soldi persi. Quando la spedizione torna sulla terra trova un altro albero della vita andato in merda, e allora capiscono che è l’uomo che inquina e si sparano tutti. Tutti a parte i montiani che si candidano per ricostruirlo, a spese vostre ovviamente… d’altronde so tecnici…

Titanic

Titanic

Nuova grandiosa produzione hollywudiana, che trasporta nel mondo di oggi, impoverito dal neoliberismo, il dramma del giovane precario italiano Oronzo, sindacalista e impegnato nel sociale, interpretato dal sempre più bravo Elio Germano, che si imbarca su un naviglio Tirrenia per andare a prendere il reddito di cittadinanza in Finlandia. Sulla nave conoscerà la giovane Beatrice, ragazza di famiglia nobile, ma impegnata nel sociale, interpretata da un’intensa Alba Rohrwacher, che sta facendo una vacanza consapevole al Polo Nord per studiare il dramma degli orsi che non hanno più i ghiacci perenni per fare, per fare… boh, che cazz ne so, però Al Gore ha detto che il Polo Nord si è sciolto e quindi sti orsi pur sapendo nuotare rimangono lì come degli obbligazionisti Etruschi... lei è promessa all'arrogante brianzolo evasore Silvio, interpretato dal sempre più convincente Valerio Mastandrea, e vanno al Polo Nord in nave perché lo dicono il 97% degli scienziati che i ghiacci si sono sciolti, ma sfiga vuole che i ghiacci ci stanno ancora, la nave ci va a sbattere e succede un manicomio. Prima di andare a sbattere Beatrice si innamora di Oronzo.
Alla fine lui muore.







lunedì 20 luglio 2015

Se MATRIX l'avessero girato in Italia

Se Matrix l'avessero girato in Italia:

•          a NEO non sarebbe arrivato il messaggio di notte, perché nella sua zona la Telecom non fa arrivare di proposito la ADSL quindi deve arrangiarsi con la chiavetta USB e figurarsi se può stare
attaccato 24 ore su 24


•          il locale notturno dove va a cercare Trinity lo trova già chiuso perché i residenti della zona hanno rotto il cazzo protestato per il rumore e allora il sindaco l'ha fatto chiudere. In cambio ha trovato dei balordi in giro nella via buia che l'hanno rapinato
•          Morpheus é stato espulso. É l'unico clandestino che non rompe il cazzo parassiteggia danneggia nessuno, ma da hacker ha intercettato qualcosa sul caso Marrazzo qualcosa di non esattamente gradito al sistema, e allora deve ringraziare che si sono limitati a espellerlo


•          la macchina di Morpheus ha ancora le gomme invernali a luglio, megamulta e ringrazia che non te la sequestriamo
•          Morpheus non ha con se la pillola rossa, per una serie di motivi tra cui sciopero dei lavoratori del settore farmaceutico, sciopero delle poste e corrieri privati, legge proposta dai grullini e dai pidioti parlamentari di centrosinistra e/o pentastellati gabbanelliani per vietare la pillola rossa perché dice che inguina



•          la Finanza fa multa da 150 € a Morpheus perché quando regala la pillola rossa a Neo non batte lo scontrino "OMAGGIO", con sequestro della pillola



•          l'Oracolo sarebbe Angela Merkel
•          il ruolo di Monica Bellucci lo farebbe Monica Bellucci, ma oltre alla recitazione agghiacciande, avrebbe anche la sua vera voce
•          l'inseguimento con le Ducati durerebbe 5 secondi, il tempo di ribaltarsi nella prima buca dell'asfalto
•          quel paraguru del web di NEO rimane a dormire perché domani, a forza di tenersi buono un certo partito, firmerà un bell'appalto come social media magnager da un ente pubblico...

e comunque


Non sarebbe possibile girarlo in Italia, non si possono più girare scene di sparatorie...



lunedì 13 luglio 2015

6sicuro.it, il Trip Advisor delle assicurazioni


Il settore delle assicurazioni, auto ma non solo, ha visto negli ultimi anni la nascita di vari servizi per confrontare le offerte delle varie compagnie, per trovare la più conveniente per la propria auto ed il proprio personale profilo di rischio.

Si è trattato di una rivoluzione non da poco, che aumenta il potere contrattuale del consumatore, anche verso la compagnia con la quale si è già assicurati. Al momento della scadenza annuale, presentarsi con dei preventivi di altre compagnie, mette in posizione di forza verso la propria, che può decidere di "venirci incontro". 



Ovviamente possiamo direttamente optare per un'altra compagnia e assicurarci direttamente online, usufruendo dello sconto previsto per questa modalità.

C'è però la diffidenza naturale verso l'assicurazione online, o verso l'acquisto online di assicurazioni anche tradizionali. Per trovare una soluzione a questo problema, a 6sicuro,it hanno pensato di sfruttare uno dei punti di forza dei servizi di e-commerce, ossia la possibilità di leggere i commenti di altri clienti a proposito dell'azienda venditrice (basti pensare ai siti di prenotazione viaggi, come Booking.com, o ad Uber, tanto per fare un esempio "di moda").

Su 6sicuro.it si può quindi leggere i commenti, già numerosi, degli utenti di ciascuna compagnia, in modo da essere ragionevolmente sicuri di avere a che fare con un'azienda affidabile. 


Si può anche filtrare tra i commenti di tutti i clienti, e quelli dei soli assicurati che hanno avuto dei sinistri, e si può facilmente capire come si tratti di due tipi di commento relativi ad esperienze radicalmente diverse. 

Sarà questo il sistema che sposterà un numero più significativo di utenti verso l'acquisto di assicurazioni via web???

domenica 12 luglio 2015

Se metto le foto delle vacanze su Facebook, mi arrivano i ladri a casa?


Non mettete le foto delle vacanze su Facebook, se no i ladri vedono che siete in vacanza e vengono a rubarvi in casa.
Vi sarà capitato di leggere questo consiglio, o di sentirlo dire dai famosi "esperti".

Sarà vero? Sarà possibile? Sarà probabile?

Possibile lo è di sicuro. Se è probabile dipende da quante persone poco raccomandabili avete nel vostro giro di amici. Difficile che un ladro inciampi per caso nella foto delle vacanze di una persona fuori dal suo giro di amicizie, ma soprattutto... tenetevi forte!

I ladri non hanno bisogno di vedere le vostre foto delle vacanze per sapere che siete fuori casa!!!


Proprio così!!! Anche io ho fatto questa faccia quando mi hanno messo a parte di questo segreto!!!

Sarà che il mio vicino di casa è stato derubato durante un'assenza di poche ore per andare a comprare i regali di Natale...

Va beh, poi ci sarebbero quegli altri rapinatori, quelli col cappello, che potrebbero venire a rinfacciarvi di aver speso in vacanza una cifra, SECONDO LORO, eccessiva per i redditi che dichiarate... E quindi vorranno da voi una cifra eccessiva secondo quello che DAVVERO guadagnate.

Ma pensate di salvarvi non mettendo le foto delle vacanze???


Cioè fatemi capire, avete prenotato un aereo, siete passati ad un aeroporto mostrando i documenti, avete prenotato un hotel, vi siete registrati, pagando oltretutto tutto in anticipo, con una carta di credito, collegata ad un conto corrente che l'agenzia delle entrate può guardare a piacere.

Devono avè bisogno di venire a vedere le vostre foto per farvi storie?


Quindi, per riassumere, potete, anzi DOVETE, mettere le foto delle vostre vacanze su Facebook, Twitter, Instagram e tutto quello che volete!

In primis, perchè uno dei modi in cui Facebook ha migliorato la vita dell'umanità, è che non dovete più obbligare gli amici a venire a casa vostra a vedere le diapositive delle vostre ferie. Se gli interessa, guardano l'album su FB.

In secondo luogo, perchè indipendentemente dal fatto che siate alla piscina comunale o alla piscina sul tetto del Marina Bay Sands di Singapore, se mettete una vostra foto in bikini, e siete delle belle donne come mia cugina Ermenegilda qui sotto...


...farete rosicare la gente invidiosi, e migliorerete la giornata a tutti gli altri...

Garantito!!!